Baby Parking di sollievo
in cofinanziamento con Chiesa Valdese bando 5xmille 2025
Il progetto organizza un servizio di baby parking, che combina supporto educativo e opportunità di socializzazione per bambini con disabilità e le loro famiglie. Il baby parking risponde alla carenza di servizi per la prima infanzia, presente a Novara e crea uno spazio comunitario dove le famiglie possono accedere a risorse, condividere esperienze e sentirsi supportate nel loro percorso. Questo approccio integrato, permette di rafforzare il tessuto sociale locale, promuovendo inclusione (ad ogni bambino con disabilita verranno affiancati due bambini neurotipici) e coesione. Il progetto propone l’idea di baby parking, ispirandosi al servizio degli asili nido, con l’intenzione di poter offrire una forma di “sollievo” alle famiglie di bambini con disabilità, da qui il nome del progetto, sostenendole, attivando reti (educatori, professionisti ed altri genitori) e mettendo loro a disposizione un tempo più gestibile per tutte quelle attività di vita, lavoro, tempo libero, solitamente compresse in una fase critica della vita. L’associazione dispone di una sede con una struttura pensata per ospitare bambini con disabilità motorie, psichiche e psico-sensoriali ed offre spazi protetti accoglienti e colorati, con attività animative, ludiche, sociali, sportive e con il presidio di personale specializzato (educatori professionali, psicologi e coordinatori). Con il progetto è stata avviata un’attività di “baby parking” (centro custodia oraria), ovvero un servizio socio-educativo-ricreativo. Il servizio di baby parking proporrà un’organizzazione su 3 giorni a settimana per la durata di 3 ore al fine di accogliere 6 bambini, su 35 settimane di apertura (considerando un periodo da ottobre a giugno), con un piano personalizzato e il supporto di due educatrici professionali che seguiranno i bambini con un rapporto 1 a 1. Il servizio non sarà un semplice centro di custodia dei bambini, ma un vero e proprio spazio in cui anche i più piccoli verranno coinvolti in attività di sviluppo della mobilità, della socialità e delle capacità cognitive attraverso la dimensione del gioco che caratterizza tutte le attività associative del Timone. Il servizio si rivolge ai bambini con disabilità (dai 8 ai 36 mesi) ed è pensato per sostenere le famiglie che si trovano nella condizione di aver appena ricevuto la diagnosi sulla disabilità o sulla patologia dei propri figli, o che sono in procinto di riceverla e che, rivolgendosi alle strutture sanitarie nazionali, si trovano a far fronte a lunghe liste di attesa prima di essere presi in carico e trovare valide iniziative per lo sviluppo delle abilità sociali e motorie dei loro figli/nipoti. Un evento di forte portata come la scoperta della disabilità impone alla famiglia di iniziare un percorso che implica la ricerca di risorse e di strategie per far fronte alle nuove esigenze emerse. In tal senso, i servizi previsti dal progetto hanno tra i loro compiti, quello di supportare il ruolo genitoriale e sostenere le famiglie nell’accettazione della disabilità del figlio offrendo al contempo un aiuto costante nella gestione delle difficoltà che incontrano. Conoscere l’associazione Il Timone significa incontrare una dimensione comunitaria di persone che hanno lo stesso vissuto, dove poter trovare aiuto nel confronto reciproco, e aver accesso un servizio di supporto psicologico gratuito, gestito da professionisti che operano nella struttura. Questo accade mentre attività ludiche/ricreative garantiscono alla stessa famiglia uno spazio sicuro in cui poter lasciare i propri figli, per far fronte anche alle esigenze della quotidianità (spesa, visite, commissioni ecc) e poter gestire un tempo ritrovato. Il progetto si inserisce in un contesto di rapporti già in essere che vedono collaborazioni con i Servizi sociali del Comune e con il reparto di Neuropsichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara.
IMPARIAMO A ……. Centrare l’obiettivo
in cofinanziamento con Fondazione Comunità Novarese ente filantropico bando FCN 2024 – Assistenza e Cura / Farsi prossimi
Sul territorio si evidenzia una difficoltà da parte dei servizi nel far fronte ad una domanda di assistenza nei confronti di bambini in età evolutiva con disabilità certificata superiore alle attuali possibilità. In questo contesto si inserisce la sinergia tra i Servizi Sociali e il Timone, che mettono a disposizione le proprie professionalità strutturando questo progetto che accoglie sia utenti iscritti direttamente all’associazione che utenti in carico ai Servizi Sociali.
Il progetto si sviluppa sulla base del bisogno di garantire una continuità al termine del percorso di psicomotricità che si sviluppa tra gli 11 mesi e gli 7/8 anni circa. Si ritiene necessario creare un percorso educativo individualizzato al fine di raggiungere obiettivi di autonomie di base e speciali del minore beneficiario a partire dai 7 anni di età. Lo stesso, oltre che aumentare le autonomie dell’utente, avrà anche un’incidenza positiva sul benessere e sulla qualità della vita dell’intero nucleo familiare.
Il progetto intende accogliere i bisogni della famiglia al fine di creare degli obiettivi di autonomia attraverso una progettualità individualizzata sullo specifico utente. A seguito di colloqui e osservazioni da parte dei professionisti incaricati dal Timone e di incontri con genitori e insegnanti di sostegno, si cerca di generare una rete capillare che si uniforma per agevolare l’utente nel raggiungimento del suo obiettivo. Per la buona riuscita del progetto e al fine di rendere le capacità acquisite persistenti e inserite nella routine quotidiana si strutturano attività svolte nel centro, in un nuovo padiglione esterno e con incontri a domicilio. I Servizi Sociali, partner del progetto, collaborerà attivamente partecipando con le proprie professionalità agli incontri programmati di supervisione. Attraverso la figura professionale della psicologa si pensa di supportare la famiglia a prendere consapevolezza delle capacità individuali del proprio figlio/a, cercando in loro un atteggiamento proattivo per facilitarne il raggiungimento delle autonomie. Questo sarà un valore imprescindibile per la buona riuscita del progetto e sarà un requisito fondamentale per la missione e la continuazione del percorso educativo.
Doposcuola in gioco
in cofinanziamento con Fondazione Cassa di Risparmio di Torino - bando il mio posto nel mondo 2025
Il progetto “Doposcuola in gioco” dell’Associazione “Il Timone” di Novara promuove l’inclusione sociale e il benessere dei bambini con disabilità e delle loro famiglie, utilizzando il gioco come strumento educativo. L’obiettivo del progetto è ampliare l’offerta di attività pomeridiane di doposcuola per bambini dai 3 ai 16 anni con disabilità medio-grave, passando da due a quattro pomeriggi settimanali entro il 2026. Attualmente, l’associazione offre laboratori ludici, sportivi, artistici e per lo sviluppo delle autonomie, supportati da un’équipe di professionisti composta da psicologi, psicoterapeuti ed educatori. Le attività si svolgono in piccoli gruppi per favorire la socializzazione e prevedono un rapporto individuale tra l’utente e l’assistente educativo e, a partire da settembre 2025, saranno aggiunte nuove aule, tra cui uno spazio per attività di gioco in acqua, un’aula multisensoriale e un’area per la psicomotricità. L’aumento delle attività di doposcuola è fondamentale per aumentare le occasioni di socialità e svago dei bambini ma anche per creare momenti di sollievo per familiari e caregivers che possono approfittare uno spazio sicuro in cui poter lasciare i bambini per far fronte alle esigenze della quotidianità (spesa, visite, commissioni ecc), contribuendo a migliorare la qualità della vita e del tempo libero degli utenti e delle loro famiglie. Oltre alle attività di doposcuola il progetto prevede incontri mensili di supporto psicologico per le famiglie e i caregivers, prevedendo la gratuità di tutte le iniziative per famiglie in difficoltà economica. Questi incontri forniranno uno spazio di ascolto e condivisione per affrontare le sfide emotive e relazionali legate alla gestione di un bambino con disabilità, coinvolgendo non solo i genitori ma anche fratelli, sorelle e altri familiari.
Con questo progetto si intende rispondere ad un macro obiettivo di miglioramento del tempo libero benessere del bambino disabile e della famiglia (o caregiver) attraverso due bisogni specifici intercettati attraverso l’ascolto dell’utenza dell’associazione:
- Il bisogno di socialità, svago e divertimento dei bambini con disabilità fuori dall’ambiente scolastico e domestico. Questo bisogno troppo spesso viene accantonato e sostituito da terapie e interventi didattici, diventando un aspetto marginale o addirittura assente. Intendiamo quindi potenziare l’offerta di attività ricreative in un ambiente sicuro e stimolante e alla presenza di educatori esperti per una maggiore qualità del tempo libero dei bambini disabili.
- Bisogno di socialità e supporto alla quotidianità della famiglia e dei caregivers del bambino disabile. Si intende contrastare l’isolamento sociale a cui spesso soffrono le famiglie e i caregivers dei disabili, contribuire ad ampliare le occasioni di “sollievo” e tempo libero della per far fronte alle esigenze della quotidianità e fornire occasioni di sostegno psicologico.